Home

Redazione

lavora con noi

Pubblicità

Nazionale

Regionale 

Torna indietro

 

 

   Anno 3 - Numero 3 - Marzo 2004  Regionale SICILIA

 

La Sicilia sorride, è cresciuto il Pil 

Buone notizie per l'economia siciliana. A portarle, una volta tanto, è il ventitreesimo Report Sicilia, il rapporto che analizza lo stato dell'economia della regione, elaborato dal Diste per conto della fondazione Curella e presentato a Palermo. I dati indicano un aumento, a fine 2003, di circa l' 1% del Prodotto Interno Lordo (Pil), un dato certamente superiore rispetto a quello del 2002 (0,3%) ma più basso rispetto al tasso medio realizzato dall' isola tra il '96 e il 2001, pari al 2,2 %. Positive le previsioni per l'anno in corso: la crescita del Pil dovrebbe infatti assestarsi intorno al 2%.
Un dato sicuramente confortante che permette all'economia siciliano di tirare un piccolo sospiro di sollievo, senza però dimenticare che è soltanto un primo passo verso la rinascita economica e produttiva dell'isola. Scorrendo i dati alla ricerca degli indicatori di maggior interesse, ecco che dal rapporto emerge anche che nel 2003 l' industria ha sofferto un forte calo, facendo registrare i dati più bassi dell' ultimo biennio: il valore aggiunto è cresciuto di appena lo 0,5%, a fronte di uno sviluppo medio annuo del 3,2% nel biennio precedente. La principale causa del rallentamento della produzione, secondo un sondaggio Diste e Fondazione Curella, sarebbe la debolezza dei consumi e il peggioramento della competitività di prezzo.
E'il segnale che nonostante il trend positivo, non è il caso di abbassare la guardia, perché c'è ancora molto lavoro da fare un po' in tutti i settori. Infatti se l'industria non ride, anche altri ambiti economici hanno i loro problemi. Per quanto riguarda le esportazioni, escludendo il settore petrolifero, si è registrato un netto calo (- 6,1%) mentre nelle importazioni si è avuto un lieve aumento. L' occupazione è in calo dello 0,5 %, soprattutto nel settore agricolo, la cui produzione nel 2003 ha avuto una sensibile battuta d' arresto a causa degli eventi climatici poco favorevoli. Ancora in crisi anche il settore delle costruzioni, mentre i bandi di gara, secondo quanto rilevato dal Cresme, sono cresciuti del 202% tra gennaio e ottobre 2003, grazie anche al completamento della Catania-Siracusa. Continua, invece, il processo di miglioramento della qualità del credito: la riduzione del rapporto tra partite anomale e impieghi registrati nell' ultimo anno è pari a 1,85%. La raccolta bancaria è aumentata del 6% per la componente diretta, mentre è diminuita la componente indiretta.
Ma la Sicilia fa notizia negli ultimi periodi anche per altre azioni sempre a carattere economico. Infatti, l’Isola, insieme alla Puglia, è in testa per quanto riguarda l'attivazione della spesa dei fondi di Agenda 2000, tanto da avere ottenuto dall'Ue la premialità pari al 4% dei fondi impegnati. La comunicazione ufficiale è arrivata dal viceministro per l’economia, il siciliano Gianfranco Miccichè, il quale ha anche annunciato che per quanto riguarda la Sicilia i fondi aggiuntivi ammontano a 300 milioni di euro. Lo stesso Miccichè ha inoltre annunciato che la Sicilia è la prima regione in Europa ad aver ottenuto l'approvazione da parte della Commissione europea del consuntivo della spesa dei fondi del Programma operativo plurifondo per il periodo '94-'99. E’ già arrivata la prima tranche del fondo pari ad 80milioni di euro, prossimamente ne arriveranno altrettanti. Insomma davvero un periodo felice per la Sicilia dal punto di vista economico.

Unione Europea in aiuto delle regioni in difficoltà

La nuova Unione europea allargata viene incontro sia ai nuovi paesi aederenti sia a quelle regioni economicamente ancora in ritardo dopo la realizzazione dell’Unione. Così, con una decisione salomonica, è stato stabilito che dal 2007 al 2013 i finanziamenti per le regioni in ritardo economico dell'Europa post-allargamento - 336 miliardi di euro - saranno divisi a metà tra le aree economicamente più deboli nei nuovi stati aderenti e quelle ancora in difficoltà nei quindici paesi della vecchia Europa. 
Il tutto è riportato all’interno del il “Terzo rapporto sulla coesione economica e sociale nell'Unione allargata”, varato nei giorni scorsi a Bruxelles. 
Un aiuto concreto dunque, per quelle zone europee, tra le quali c’è anche la Sicilia, che si trovano ancora in grande difficoltà in questo senso. Concretamente, alle regioni del Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania), ma anche a quelle più disagiate della Finlandia, del Portogallo e della Polonia, Bruxelles suggerisce di passare dall'attuale obiettivo 1, all'obiettivo «convergenza», ricco di 260 miliardi di euro, ovvero il 78% dei fondi Ue 2007-2013. Si tratta di regioni il cui prodotto interno lordo non supera il 75% di quello medio europeo che così vedrebbero concretizzarsi al possibilità di un riavvicinamento agli standard comunitari.

 

Contatti   Segnala il Tuo Franchising   Inserisci il tuo Annuncio   Vota il Sondaggio  Storia   Fiere  Ultimora   Attività Consulenti  Arredamenti   Franchising

Copyright ® - 2004. All rights reserved. Reproduction in whole or in part in any form or medium without express written permission of. (Powered by GilbO)