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Anno 3 - Numero 5 - Maggio 2004

 

 Guida all’affiliazione: come valutare la proposta 

Viaggio all’interno della ragnatela del franchising per fare chiarezza sulle condizioni offerte a chi vuole entrare

Nella seconda parte di questo nostro elaborato, abbiamo posto in evidenza come può essere importante, per un potenziale affiliato, conoscere, oltre al punto di pareggio (Break Even Point - Bep), anche due altri parametri di valutazione: il Cash Flow Break Even Point ed il Desired Return Break Even Point, fornendone anche una breve e sintetica descrizione.
Ovviamente occorre precisare che, mentre, il Cash Flow Break Even Point assume particolare importanza per una corretta ed attenta gestione economico-finanziaria dell'attività da parte dell'affiliato, il Desired Return Break Even Point è un parametro che può essere assunto come puro e semplice riferimento generico o quale obiettivo, magari non secondario, ma non certo determinante ed essenziale.
Una valutazione economica da parte di un candidato affiliato non può, però, concludersi con tali dati.
E', infatti, opportuno approfondire ed individuare altri parametri valutativi alquanto importanti che portano ad effettuare una analisi di redditività del franchising individuato. Una volta appreso, dal piano economico-finanziario fornito dall'affiliante, il Risultato Operativo (RO), cioè, il risultato derivante da Ricavi meno Costi (fissi e variabili), è possibile, infatti, determinare i seguenti indici:
- Roi (Redditività del Capitale Investito), dato dal rapporto Reddito Operativo / Capitale Investito;
- Ros (Redditività delle Vendite), dato dal rapporto Reddito Operativo / Fatturato Netto;
- Rci (Tasso di Rotazione del Capitale Investito), dato dal rapporto Fatturato Netto / Capitale Investito.
Gli ultimi due (Ros e Rci) non sono altro che la scomposizione del primo (Roi).
Ovviamente, anche per esigenze di spazio, non è possibile illustrare quale interpretazione è possibile attribuire a tali indici in quanto per farlo è necessaria una visione più ampia e completa di tutti i dati a disposizione oltre a doverli rapportare a caratteristiche soggettive del potenziale affiliato, quali il fabbisogno del capitale e, quindi, l'eventuale ricorso al capitale di terzi, ecc..
A conclusione di questo nostro elaborato, possiamo porre in evidenza che attraverso tali dati è possibile ricavare un reale giudizio di convenienza economica verso la franchise individuata dal potenziale affiliato; dati che non raramente evidenziano come, talvolta, pur effettuando minori investimenti, è possibile ottenere maggiore redditività, margini di vendita superiori, ecc..
Oltre a ciò, possiamo sostenere che la determinazione di tali importanti elementi valutativi non può che essere ben evidenziata dall'affiliante fornendo previsioni e stime modeste ma reali anziché rischiose ed azzardate che possono portare a difficoltà finanziarie e gestionali a danno dell'intero suo sistema di franchising.
Altresì, un affiliato non può che effettuare una auto-analisi preventiva valutando con attenzione le sue reali capacità finanziarie e comprendendo se le stesse potranno conciliarsi con le caratteristiche del sistema di franchising scelto.
Di conseguenza, risulta ovvio che la sottoscrizione di un contratto di franchising da parte di un affiliato pienamente consapevole e cosciente dei suoi diritti, dei suoi doveri, delle prospettive e delle aspettative equivale ad un rapporto di piena e reciproca soddisfazione.

Mirco Comparini

 

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