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Anno 3 - Numero 5 - Maggio 2004
Un salone... che non c’è
Pochi media, scarsa pubblicità, chiusura a nuove testate: manifestazione da rivedere
E' sempre bello visitare la città eterna, per le sue bellezze artistiche e non solo, non altrettanto si può dire per le manifestazioni espositive che si svolgono in un quartiere fieristico molto povero ed insignificante, ad esempio il Salone del Franchising 2004.
Lodevole l'iniziativa ma solo sulla carta, sembrerebbe che il progetto sia sempre in stato embrionale, chi si è accorto dell'evento? Pochi intimi o meglio solo organizzatori ed espositori pochi e insoddisfatti dell'affluenza di visitatori.
La pubblicità inesistente, i media latitanti quindi senza la necessaria comunicazione, visitatori cercasi…, poi ci permettiamo di non ospitare nuove e nascenti testate di settore, addirittura di vietarne la distribuzione della stessa fuori dalla fiera non capendone ancora oggi il motivo.
Girando all'interno dello stesso, evitando la marea umana che si accalcava per visitare gli stands, scorgiamo testate presenti che sono meno di giornalini zonali.
Cari organizzatori un bel manualetto di marketing e pubblicità dovremmo tutti leggerlo, ancor più se decidiamo di lanciare un prodotto oppure improvvisarci organizzatori di eventi fieristici, non sapendo come dare maggiore risonanza possibile, non solo tra amici e conoscenti vari.
Dispiace dirlo ma per vedere e visitare un salone del franchising in Italia bisogna aspettare solo Milano, augurandoci che vengano trovate di volta in volta formule nuove, altrimenti anche sotto la Madonnina il franchising è destinato ad allontanarsi.
I costi per gli espositori sono onerosi certamente gli organizzatori non possono rimetterci, potrebbero accontentarsi questo sì.
Da esperienze passate è più produttiva una buona campagna pubblicitaria cartacea, on line oppure entrambe che partecipare a saloni o meglio fiere di paese, senza offesa per gli uni e gli altri.
Molti conoscono l'importanza di questo settore, il suo cospicuo fatturato che annualmente genera, ma è risaputo anche l'inaffidabilità di taluni marchi contenenti scatole vuote.
Imprenditori o pseudo tali che truffano chi si avvicina al settore, alcune volte ottengono anche il riconoscimento di associazioni compiacenti, oltre ad una vera e propria legislazione in merito.
Non possiamo più permetterci di essere paese del terzo mondo nel settore, quindi è giunto il momento che i nostri politici legiferino, ponendo regole precise che tutelino i potenziali affiliati rendendo giustizia per i marchi sani e seri che il settore annovera tra i suoi elenchi.
Ludeca
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