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   Anno 3 - Numero 7 - Luglio - Agosto 2004  Regionale UMBRIA

 

 In Umbria si lavora di più, ma calano le assunzioni 

Terni peggio di Perugia, malissimo realtà come Foligno, Città di Castello ed Orvieto

Buone notizie arrivano per l'Umbria sul fronte occupazionale. Nel periodo compreso fra il 1996 ed il 2004, infatti, grazie alle ricerche condotte dall'Aul (Agenzia regionale "Umbria lavoro"), e' stato riscontrato un netto aumento dell'occupazione. Buone le cifre: +13,7 % rispetto al +9,8% della media del nostro paese, meglio addirittura delle statistiche del nord Italia (+10,3%) che da sempre rappresentano un punto di riferimento in termini d'occupazione e di lavoro; rimane indietro il Sud, con un incremento percentuale pari a 7,6.
La crescita ha riguardato sia il settore dipendente che autonomo, sebbene abbia prevalso quello dipendente mentre, tanto per citare anche dati meno confortanti, l'interesse per l'agricoltura sembra essere sensibilmente scemato (-17%) anche se rimane ancora una volta da rilevare come tale dato sia, ad ogni modo, inferiore rispetto al resto d'Italia (-23,2%). E se da un lato c'e' l'abbandono delle campagne umbre, inevitabilmente si deve registrare un aumento per quel che concerne l'occupazione industriale ed edile: +14,1%. Significativi, ancora una volta, i dati se confrontati con le altre realtà nazionali: +2,2% Sud e +2,4 Nord%.
Cifre meno confortanti arrivano dal settore dei servizi; sebbene ci sia stato un incremento del 16,7%, tale dato rimane inferiore rispetto alla media nazionale, attestata al +17,3%. Dato negativo soprattutto considerando che in molti hanno puntato sull'aspetto "servizi" per incrementare il volume d'affari ed il tasso occupazionale. Insomma qualcosa non sembra essere girato per il verso giusto per quanto riguarda turismo e cultura. Infatti, sebbene le cifre si discostino di poco da quelle nazionali, si registra solo un +1% dell'occupazione autonoma nel campo "servizi". Come a dire che in pochi hanno provato a fare il "salto" cercando un lavoro indipendente nel settore terziario preferendo, dove possibile, inserirsi in una struttura col classico "lavoro fisso".
Ma non tutte le notizie provenienti dall' Agenzia regionale "Umbria Lavoro" hanno aspetti positivi. C'e' anche da segnalare come in Umbria (confrontando il quarto trimestre 2003 con lo stesso trimestre 2004) ci sia stato un tracollo in termini di assunzioni offerte dai noti "centri per l'impiego". Male Terni, con una flessione dell'8,1%, malissimo Foligno (-11,4%) e Città di Castello (-16,2%) per non parlare del tonfo di Orvieto (-53,2%). A tenere testa sembra esserci solo Perugia dove il passaggio da 7 mila 433 unità lavorative a 7 mila 652 ha fatto registrare comunque un aumento del 2,9%.
Insomma, le aziende specializzate nella ricerca del lavoro sembrano non piacere particolarmente agli abitanti umbri, fenomeno ancora una volta facilmente collegabile con il mancato risvolto positivo del settore "servizi", dove si annoverano i più alti rallentamenti nelle assunzioni.
Insomma, sicuramente un buon momento sul piano occupazionale per la regioane Umbria anche se un’analisi più completa dei dati sicuramente invita a tenere comunque alta l’attenzione per i prossimi mesi. La regione comunque potrà senza dubbio utilizzare i dati per trarre al meglio le conclusioni per migliorare le condizioni attuali ed anche il livello attuale di occupazione. Indubbiamente comunque si può tirare un primo importante sospiro di sollievo.
Carlo Fraboni

 

Librarsi, per innamorarsi della lettura

Un’associazione narnese di appassionati del libro si presenta da questo mese sulle pagine del nostro giornale

Leggere, i libri, l'odore dell'inchiostro, il profumo delle vecchie pagine......
si incontrano alcuni amici, coinvolgono altre persone, che poi diventeranno amici, per parlare di libri, letteratura, del piacere di leggere.
Leggere cosa e perché?
La prima considerazione è stata quella di andare verso territori diversi dall'omologazione del linguaggio e della lingua del medium principe: la televisione. Nasce così a Narni Librarsi Semicircolo Ambulante di Lettori.
"Librarsi" significa tenersi sospesi o in equilibrio, volare. 
Perché un associazione di lettori con questo nome? Per qualcuno può significare "riempirsi la testa di libri fino a trasformarsi e volare al di sopra della realtà e del mondo e guardare il tutto dall'alto…o non guardare affatto". 
Ma può anche voler dire equilibrarsi - personalità, idee, giudizi - facendosi aiutare dalla lettura. Leggere è tradizionalmente intesa come attività individuale; siamo un gruppo di persone che vuole socializzare le esperienze di lettura, scambiandole e condividendole con chi, come noi, coltiva questa passione. 
Leggere insieme: è questo uno degli obiettivi che ci poniamo. 
"LIBRARSI" è dunque un semicircolo, aperto e disponibile al contributo di tutti; è nomade, senza fissa dimora perché si prefigge di organizzare le iniziative nei luoghi che incontrerà sul proprio cammino. 
Il suo scopo principale è… leggere, leggere, leggere ma anche diffondere l'amore per i libri e condividere impressioni, trame e suggestioni. 
Librare significa pesare, valutare, giudicare. "LIBRARSI" vuole coniare un nuovo significato per questo verbo: costruire legami attraverso i libri. 
Per perseguire questi obiettivi abbiamo agito in diverse direzioni:
incontri con autori, letture di poesie, serate tematiche mescolando letteratura e musica ed altro. Il nostro esordio pubblico risale al luglio del 2002 con l'incontro con la scrittrice Clara Sereni.
Il successivo appuntamento, che è poi diventato ricorrente, è stato "Autori diVersi", un reading di poesie scritte da autori affermati e da autori locali meno noti o sconosciuti addirittura.
Per tornare agli autori voglio citare Darwin Pastorin, che ha parlato ai ragazzi di calcio in modo inconsueto ed intelligente, Beppe Conti, anch'egli intelligente giornalista e scrittore di sport, Moni Ovadia, un monumento di cultura e simpatia che ci ha fatto celebrare una "Giornata della memoria" davvero indimenticabile, Santo Piazzese, scrittore e giallista siciliano di fama meritata. Tra le varie iniziative svolte mi piace citarne due:
"L'arca di Babele" poesie lette in lingua da 25 persone di paesi diversi che vivono nella nostra comunità;
"Acqua: dall'abbondanza all'emergenza" uno spettacolo sulle problematiche dell'acqua originalmente curato da un regista poco più che ventenne e recitato da quattro ragazze giovanissime.
Siamo fortunosamente riusciti anche a diventare editori di due libri:
“Non vorrei fossero poesie”di Daniele Dionisi, una raccolta di poesie di questa giovane speranza narnese e “Neve alla frontiera” di Mario Credini, racconti e poesie sull'emigrazione scritti da un vecchio giovane emigrante.
In conclusione voglio parlarvi dell'iniziativa che ha dato lo spunto alla collaborazione con questo giornale: Il Morbo di Gutenberg, vale a dire cercare di infettare della nostra malattia, l'amore per la lettura, molte persone attraverso dei consigli di lettura distribuiti nei luoghi dove le persone attendono (ambulatori medici, parrucchieri et similia).
Presto se ci seguirete potrete leggerli anche qui.
per librarsi
Mario Stinchelli

 

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