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Anno 3 - Numero 1 - Gennaio 2004
A dicembre l’inflazione scende ancora
Un punto in meno rispetto al mese di novembre, mai così in basso dall’agosto 2002. Ma le tredicesime sono state più leggere
L’inflazione scende ancora. Il dato arriva dall’Istat, l’istituto nazionale di statistica, che ha segnalato come sui dati delle dodici città campione raccolti su base annua, l’indice sia sceso di un altro punto, toccando il 2,4% rispetto al 2,5% di novembre, facendo segnare così il punto più basso rispetto ad agosto 2002.
Su base mensile invece l'indice è rimasto invariato, cosa che non accadeva oltre due anni, per la precisione da settembre 2001. Nei mesi successivi si erano susseguite variazioni congiunturali di segno sempre positivo, comprese tra lo 0,1% e lo 0,4%. Il picco (0,4% appunto) era stato toccato a gennaio 2002 e nello stesso mese del 2003.
Tra le 12 città campione, le più virtuose sono state Perugia, Venezia e Firenze che hanno registrato addirittura una diminuzione mensile pari allo 0,1%.
In quattro casi, poi, i prezzi sono rimasti fermi: Milano, Genova, Bologna e Ancona; mentre solo Palermo, Napoli, Torino e Bari hanno registrato un incremento.
Tra queste, la più "cara" è stata Bari dove l'aumento rispetto a novembre è stato dello 0,2%.
Ovviamente soddisfatto il vice ministro dell’economia, Adolfo Urso, secondo il quale “non vi è più alcun pericolo di spirale inflazionistica.
I dati delle città campione, ha sottolineato Urso, sono positivi perché "ad essere positiva è soprattutto la tendenza al ribasso evidente in questi ultimi mesi. Per questo anche leggendo questi dati è importante capire la necessità di passare da una fase di stabilità a una fase di stimolo dello sviluppo”.
Secondo la Confcommercio si tratta di un dato “positivo e importante per la nostra economia”, mentre la Confesercenti sottolinea come venga “confermata la dinamica decrescente”.
Secondo le associazioni dei consumatori invece quel 2,4 per cento è “uno scherzo di Carnevale anticipato”, contestando di fatto di dati della rilevazione.
Intanto però, nel mese di dicembre, la classica busta paga con la tredicesima è stata più leggera sia per gli operi che per gli impiegati.
Il calo della tredicesima, secondo l’istuto Cgia di Mestre, è dovuto a tre fattori: la rimodulazione delle aliquote Irpef; il sistema delle detrazioni e l'applicazione della "no tax area" che non si applica alle tredicesime. Vedremo i dati per il nuovo anno: la speranza è che il trend prosegua.
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