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Anno 3 - Numero 2 - Febbraio 2004
Regionale
UMBRIA
Co.Co.Co. ecco i nuovi benefici dal Governo
Agevolazioni e tutele su maternità, malattia ed infortuni:
cosa dice la legge.
Una volta era la strada più semplice per assumere manodopera (in tutti i campi) risparmiando sui costi ma allo stesso tempo potendo contare su personale efficiente che si comportava nè più nè meno come quello dipendente. Li chiamavano Collaboratori coordinati e Continuativi, meglio conosciuti come Co.Co.Co.
Poi è arrivata la Legge Biagi che ha posto dei seri paletti alla contrattualizzazione di questo tipo di personale e così molte aziende, pur di non perdere personale al loro servizio hanno preferito regolarizzare i vecchi Co.Co.Co. soprattutto quelli le cui mansioni non erano equiparabili in nessun modo ai lavori ‘a progetto’.
In Umbria sono oltre 59000, dei quali 47612 nella provincia di Perugia e 11410 in quella di Terni, tutti rigorosamente iscritti all’Inps. Una cifra consistente, che tuttavia verrà notevolmente ridotta rispetto all’ultimo periodo dopo la regolarizzazione di alcuni contrattualizzati.
Adesso arriva una vera e propria svolta, dettata dalla circolare diffusa dal ministro del Welfare roberto Maroni sulla definizione e sulle caratteristiche di questo tipo di contratti, così come sono state definite dalla riforma del mercato del lavoro redatta dal consulente Marco Biagi.
Come è noto, le collaborazioni coordinate e continuative sono state trasformate in vere e proprie collaborazioni a progetto, rinnovabili alla fine del medesimo sulla base di un nuovo progetto da realizzare.
Per questi lavoratori con contratti di collaborazione ‘a progetto’ sono state definite alcune patibolari tutele per situazioni come maternità, malattia ed infortuni sul lavoro.
Sicuramente un bel passo in avanti ma anche una chiara definizione di quello che sarà ora il mondo del lavoro anche in Umbria con questa nuova situazione, anche perché in passato ai Co.Co.Co. venivano cocessi di fatto gli stessi obblighi e benefici dei dipendenti, come orari ‘fissi’ che di fatto creavano una posizione quanto meno singolare in questo ambito all’interno del sistema lavorativo. Adesso con questa situazione non sarà più possibile barare e quindi molte cifre si assottiglieranno.
Peraltro c’è da considerare che la cifra dei 59042 lavoratori con collaborazioni ‘coordinate e continuative’ era già da prendere con le molle prima della riforma, poiché in molti casi si trattava di vecchie posizioni per le quali le imprese non avevano comunicato la cessazione e perché nel conto sono state inserite alcune situazioni anomale come era successo nel caso di una nota azienda nazionale che aveva caricato i propri Co.Co.Co,. tutti in Umbria e tutti a Città di Castello. Una situazione certament ancora in evoluzione.
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