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Anno 2 - Numero 10 - Dicembre 2003
Cresce il Pil nel terzo trimestre del 2003
I dati dell’Istat segnano finalmente una svolta. Per la prima volta quest’anno l’indice è positivo. Bene industria e servizi
L’economia italiana può finalmente sorridere. Lo dicono i dati dell’Istat, l’istituto nazionale di statistica, che finalmente alzano il pollice in alto per quanto concerne lo stato di salute del mondo economico nazionale.
Nel terzo trimestre del 2003, infatti, il Prodotto Interno Lordo è cresciuto dello 0,5 %, certamente un piccolo passo avanti ma meglio di niente. Quanto basta per poter finalmente tirare un sospiro di sollievo, tanto che anche il ministro Giulio Tremonti ha potuto gioire di questo risultato.
La crescita del terzo trimestre, calcolata tenendo conto della stagionalità e corretta per il diverso numero di giorni lavorati, è stata sostenuta soprattutto dal settore dell’industria e da quello dei servizi, mentre il valore aggiunto dell’agricoltura si è ulteriormente contratto.
Va detto peraltro che questa situazione congiunturale favorevole, è stata ulteriormente accresciuta dal fatto che lo stesso Istat ha corretto al ribasso il fato riferito al primo trimestre, portando da 0,2 a 0,1il calo del Prodotto Interno Lordo, portandolo sugli stessi livelli già indicati nel secondo trimenstre.
Adesso la Confindustria attende fiduciosa il risultato su base annua e considerato l’exploit di questo ultimo trimestre, tutte le attese sono concentrate su un dato complessivo generale di una crescita dello 0,4%.
Ciò sarebbe calcolato prevedendo per l’ultima tranche dell’anno un dato che si attesti sullo zero, quindi confermando la situazione attuale.
AGRICOLTURA IN CONTROTENDENZA. E’il dato curioso. Infatti, sempre secondo l’Istat, se industria e servizi fanno segnare un trend positivo, il settore dell’agricoltura fa segnare un incremento congiunturale altissimo, per la precisione dello 0,7% rispetto ad ottobre per quanto riguarda la frutta e per il 2,4% per gli ortaggi.
Ciò è dovuto naturalmente all’impennata dei prezzi che un pò dovunque in Italia si è registrata per quanto concerne questo settore economico.
Prendendo in esame invece il dato relativo all’inflazione, secondo la Banca Centrale Europea la situazione dovrebbe attestarsi ancora una volta attorno ai dati di ottobre, che erano del 2,1%, quindi non segnando la rapida e pronunciata flessione attesa in precedenza.
Insomma un dato economico che finalmente strappa un sorriso, ma che consiglia di mantenere alto il livello di guardia per il prossimo futuro in questo settore.
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