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   Anno 3 - Numero 4 - Aprile 2004

 

 Il nuovo mercato europeo scommette sui paesi dell’est 

Secondo l’esperto, la finanza investirà soprattutto su Russia ed Ungheria, paesi in crescita. Situazione di stallo in Polonia

Il mercato dell'Europa unita guarda all'Est. I paesi dell'oriente europeo sembrano essere la nuova frontiera per gli investimenti in campo economico e finanziario. In prima fila soprattutto Russia ed Ungheria. A prospettare questo nuovo interessante scenario è Alexander Karpov, illustre econoimista e gestore del fondo UniEasternEurope di Union Investment, in una intervista rilasciata al portale economico- finanziario on line "Mia economia".
Secondo Karpov non è assolutamente secondario il momento di floridità che stanno vivendo i mercati dell'est che un po' dappertutto hanno cominciato il nuovo anno in rialzo: "Soprattutto i listini di Russia e Ungheria hanno brillato in questo senso- spiega Karpov a 'Mia Economia'- Le società quotate a Mosca hanno, ancora una volta, beneficiato dai favorevoli dati macroeconomici quali, ad esempio, l'aumento del 6,9% del Pil ed una crescita pari al 7% della produzione industriale". Dalla Russia con furore, anche perché le recenti vicende politico economiche legate alll'affare Yukos, secondo l'economista, hanno accresciuto nei cittadini della maggiore delle repubbliche ex sovietiche un sentimenti positivi. 
Ma il vento dell'est sembra continuare a soffiare in maniera prepotente anche altrove. Come detto, l'Ungheria, è uno dei paesi capofila di questo nuovo boom economico: "La borsa ungherese- sottolinea Karpov sulle pagine del portale finanziario italiano - ha accolto con grande favore la decisione di sostituire l'attuale ministro delle finanze, colpevole di aver confuso negli ultimi mesi gli investitori con valutazioni errate e di aver causato turbolenze sul mercato valutario. Già verso la fine di gennaio il Fiorino é apparso più stabile". 
L'Europa che cresce dunque, guarda economicamente ad est ed è sicuramente un fatto positivo che una delle due nuove realtà, appunto l'’Ungheria, è ormai parte integrante proprio della nuova Unione europea allargata. Sempre in questo quadro, la previsione di Karpov è netta: Russia e Ungheria, secondo l'economista, restano i mercati favoriti: malgrado le numerose questioni ancora irrisolte riguardo all'affare Yukos, infatti, gli esperti del settore continuano a dare fiducia al listino azionario di Mosca che, oltre a un contesto macroeconomico molto stabile e continue notizie positive provenienti dalle imprese, beneficia di elevati flussi di liquidità che dovrebbero sostenere il mercato. Oltre a ciò, Karpov indica come le buone notizie riguardanti i programmi per le riforme economiche contribuiscano a garantire l'attuale ciclo positivo. 
L'intervista, pubblicata dal magazine on line 'Mia Economia' in questo senso è molto illuminante di come il panorama della finanza e della borsa in Europa stia cambiando e lo sguardo verso est apre nuovi inattesi orizzonti. 
Per quanto riguarda gli altri paesi dell'est, Karpov sottolinea infine come la borsa polacca abbia subito nell'ultimo periodo correzioni significative dopo i modesti rialzi dell'inizio dell'anno: le proposte del ministro dell'economia riguardanti tagli di budget per i prossimi quattro anni, infatti, non sono state approvate con conseguenti ripercussioni negative sull'andamento di mercato. Anche la Polonia poi ha visto la deposizione del ministro delle finanze locale, responsabile di aver attuato tardivamente le privatizzazioni. Un quadro comunque positivo che strizza l'occhio all'occidente.

 

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