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   Anno 2 - Numero 7 - Settembre 2003   Regionale SARDEGNA

 

 

 Migliora la disoccupazione nell’Isola

Il 2002 ha rappresentato per l’economia internazionale un periodo di crescita “rallentata” rispetto ai periodi precedenti. Gli andamenti dei singoli paesi in termini di Pil sono stati, tuttavia, differenti: l’economia statunitense è risultata maggiormente in crescita rispetto a quella del Giappone e dell’Unione Europea. Nonostante la presenza di un quadro economico mondiale non particolarmente positivo, il mercato del lavoro in Italia, nel 2002, ha evidenziato un miglioramento che si è tradotto in 315 mila unità lavorative in più rispetto al 2001. I dati indicano che il Meridione è l’area che ha riscontrato la crescita maggiore soprattutto grazie alla diminuzione delle persone in cerca di occupazione. Il tasso di disoccupazione italiano attualmente è pari all’8,9%. Solo il Nord Italia risulta in controtendenza, poiché quest’area cominciano a segnalarsi alcune difficoltà, anche in termini di crescita della ricchezza. In Sardegna la crisi economica del 2002 ha rallentato la crescita del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è risultato pari al 19,8%, ossia, ancora una volta, elevato. Negli ultimi tre anni, questo rapporto percentuale ha registrato un andamento altalenante, segnando nel 2001 il punto più basso dal 1994 ma risalendo, appunto, nell’anno trascorso. Alcune riflessioni di carattere più strutturale, tuttavia, sono necessarie al fine di comprendere al meglio gli andamenti degli indicatori nell’ultimo periodo: durante gli ultimi decenni, la Sardegna ha registrato delle tendenze differenti dal resto del Meridione, prima tra tutte quella che viene definita la denatalità, cioè la quota di popolazione in età attiva, questa, infatti, è diminuita in misura minore rispetto alle restanti regioni del Sud. In particolare si è assistito all’ingresso rilevante di giovani forze da lavoro, specialmente femminili, le quali hanno contribuito non poco a far lievitare, per un effetto eccessivo di offerta, i tassi di disoccupazione regionali. Negli anni novanta l’Isola ha registrato dei tassi di disoccupazione superiori al 20% e si è riusciti a scendere sotto tale soglia soltanto nel 2001. Dunque i dati relativi alla disoccupazione isolana stanno lievemente migliorando rispetto a qualche anno fa ma alcune caratteristiche strutturali permangono. Il mercato del lavoro sardo, infatti, è caratterizzato da: carenza occupazionale, ossia basso numero di occupati sul totale della popolazione; elevati tassi di disoccupazione generale ma anche giovanile, femminile, e soprattutto femminile giovanile.I risultati positivi ottenuti in questi ultimi anni derivano soprattutto dalle performances registrate nel settore dei Servizi e dalle nuove tipologie contrattuali (part time o a tempo determinato soprattutto, mentre i contratti interinali non pesano a tal punto da modificare il rapporto percentuale sulla disoccupazione). Tali contratti risultano maggiormente utilizzati nell’Isola piuttosto che nelle altre regioni meridionali. Il dato maggiormente positivo è quello relativo al tasso di attività che risulta essere superiore alla media del Sud.
Per quanto riguarda la cosiddetta “terziarizzazione” dell’economia nazionale, questo dato è vero anche per quanto riguarda il mercato del lavoro e in Sardegna lo è ancora di più: l’incidenza degli occupati nel settore del Terziario è del 72% (nel 2001) contro il 65% a livello nazionale. 

Tratto dalla relazione 
“Il mercato del lavoro”
Ufficio Studi 
Confcommercio ConfidiCommercio
della provincia di Sassari

 

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