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   Anno 2 - Numero 7 - settembre 2003   Regionale LAZIO

 

 Interventi per le piccole imprese in difficoltà   

“E’ necessario migliorare l’accesso al credito e sviluppare un contesto fiscale europeo più favorevole alle Pmi” 

“Mantenere alta l’attenzione alle piccole imprese che garantiscono la flessibilità necessaria a superare i periodi di difficoltà. Se va in crisi la piccola impresa, va in crisi l’Italia e anche l’Europa. Siamo il Paese europeo con la presenza più diffusa e capillare di piccole aziende. Per questo il Semestre di Presidenza italiana dell’Ue deve essere l’occasione per riconoscere finalmente il ruolo sociale ed economico delle Pmi in Europa”.E’ la sollecitazione che il Presidente di Confartigianato Luciano Petracchi ha rivolto al Governo, rappresentato dal Sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi, durante la tavola rotonda organizzata a Roma dalle Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi per illustrare alla Presidenza di turno dell’Ue le otto priorità indispensabili a favorire lo sviluppo della piccola dimensione imprenditoriale. Petracchi ha insistito sul tema della rappresentanza delle piccole imprese in Europa e ha sottolineato la necessità di riconoscere l’Ueapme (l’Organizzazione che rappresenta 9 milioni di artigiani e Pmi europee) come parte sociale indipendente nel Dialogo sociale europeo.
Il Presidente di Confartigianato ha poi indicato le altre proposte finalizzate a valorizzare il ruolo economico e occupazionale di oltre 19 milioni di piccole e medie imprese che costituiscono il 99% del sistema imprenditoriale europeo e danno lavoro a due terzi degli occupati.
“Innanzitutto - ha detto Petracchi - è necessario migliorare l’accesso al credito e sviluppare un contesto fiscale europeo più favorevole alle Pmi. Occorre, poi, lavorare per una Costituzione europea che tuteli e sostenga il ruolo e i valori della piccola dimensione produttiva. Deve essere facilitato l’accesso delle Pmi alla ricerca e all’innovazione tecnologica, anche attraverso una ridefinizione dei programmi comunitari. Così come devono essere migliorati gli interventi di formazione all’imprenditorialità”. Petracchi ha anche sollecitato “la semplificazione del carico burocratico che pesa sulle piccole aziende” e ha chiesto che “i benefici del mercato interno siano estesi alle Pmi, mentre devono essere rilanciate le politiche esterne dell’Ue e la dimensione mediterranea e balcanica in Europa”.


PRIMA ASSEMBLEA GENERALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Aziende in crescita

Il Lazio è una regione ricca di energie imprenditoriali, con oltre 524.000 imprese, il 9% del totale nazionale, con un tasso di crescita del 2,4%, doppio rispetto a quello nazionale. Ritmo di crescita che si è mantenuto costante negli ultimi 4 anni, presentando sempre valori superiori al 2%, diversamente dai livelli nazionali, le cui punte massime nel 2000 e nel 2001 sono state dell’1,5%. Anche il tasso di natalità ha rivelato negli ultimi anni una tendenza alla crescita, passando da un indice di 6,5 nel 1999 a 7,6 nel 2001, per subire poi una leggera flessione lo scorso anno; allo stesso tempo, l’indice di mortalità, o di cessazione, è stato più contenuto rispetto alla media nazionale. Inoltre, le imprese laziali mostrano nel complesso una maggiore longevità rispetto alla media nazionale. La ricerca conferma che il Lazio è leader nei settori innovativi. Considerando solo il settore dell’ Information & Communication Technology, nella regione sono presenti quasi 18.000 imprese, per la quasi totalità operanti nella provincia di Roma, pari al 12% del totale italiano. Nella regione, inoltre, si è assistito a una considerevole crescita del Terzo Settore, con un aumento delle iscrizioni di cooperative e associazioni nel 2002 pari al 15,3% in più rispetto all’anno precedente. Le istituzioni e le imprese non profit sono più di 17.000, il 76,3% delle quali opera in maniera continuativa, e impegnano il 7,3% della popolazione residente. Nonostante gli indubbi elementi di dinamicità, il Lazio presenta tuttavia alcuni fattori critici sui quali occorre intervenire, quali l’assenza di imprese di rilevanza internazionale e la difficoltà del tessuto imprenditoriale ad assumere un ruolo da protagonista nello scenario economico regionale, nazionale e internazionale. Questi i risultati della “Relazione sulla situazione economica del Lazio nel 2002”, presentata nel corso della Prima Assemblea Generale delle Camere di Commercio del Lazio, organizzata da Unioncamere Lazio. Con questa Assemblea Unioncamere Lazio, istituzione di rappresentanza delle Camere di Commercio della regione, intende ribadire il suo ruolo di principale interlocutore e partner della Regione per la programmazione e attuazione della politica economica. Ruolo fondamentale nell’attuazione della riforma federale dello Stato. Il sistema delle Camere di Commercio del Lazio è il motore dello sviluppo economico e sociale della regione. Il sistema in cui convergono e interagiscono gli interessi di tutte le categorie sociali, economiche e produttive del territorio, naturale punto d’incontro tra imprese e cittadini, mercato e istituzioni. 

 

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