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Anno 2 - Numero 6 - Luglio - Agosto 2003
Settore franchising in continua crescita
I posti di lavoro creati nel 2002 sono stati 5739, passando da 99.018 nel 2001 a 104.757 nel 2002, con un incremento del 5,8%
Si parla tanto di crisi del lavoro e del tanto ambito posto fisso. Vero per quanto riguarda i tradizionali lavori, mentre invece l’imprenditoria sembra prendere sempre più piede e con essa anche il settore del franchising. Da un’ultima indagine di mercato elaborata da Quadrante e dai dati assofranchising 2002 nel corso dell’anno è emerso che è continuato il trend positivo di crescita del franchising in Italia. Questa formula commerciale nata, negli Stati Uniti e lanciata sul mercato italiano nel 1971, mostra un continuo dinamismo nello sviluppo. Dagli anni ’90 a oggi, il sistema ha avuto una crescita notevole, passando dai 230 affilianti nel 1990 ai 436 nel 1995 e ai 621 nel 2002. La crisi delle borse internazionali e la congiuntura internazionale negativa, conseguente ai fatti dell’11 settembre 2001: l’attentato alle torre gemelli, hanno fatto sentire i loro influssi anche in Italia. Nel nostro Paese, l’evidente rallentamento dell’economia, la crisi dei consumi nell’ultimo anno e l’introduzione dell’euro, con il conseguente aumento reale dei prezzi al dettaglio, hanno avuto influenza negativa sulla distribuzione. Questa situazione ha certamente contribuito a frenare nuovi investimenti nel settore franchising, non solo da parte degli imprenditori, ma anche da parte di candidati all’affiliazione. Come conseguenza, nel franchising, tutti gli indici hanno registrato una crescita molto più contenuta rispetto agli anni scorsi. Il numero degli affilianti ha avuto un incremento, rispetto al 2001, del 2,5% (7,8% nel 2001 rispetto al 2000), quello degli affiliati solo del 6,6% contro il 16,2% delllo scorso anno, quello del personale impiegato del 5,8% contro il 20,3% del 2001. Il franchising in Italia ha registrato una forte accelerazione nel periodo 1991/1995 in cui le reti sono aumentate dell’86%. Negli ultimi anni si è osservato un certo rallentamento: nel 2000 sono entrate nel mercato 75 nuove insegne, nel 2001 52, mentre al novembre 2002 si registravano 15 nuovi affilianti (il dato si riferisce solo alle reti costituite nel 2002 che, nel corso dell’anno, sono riuscite ad aprire più di tre punti vendita affiliati). Dal 1995 l’area dei servizi rappresenta il settore più dinamico ed espansivo. Analizzando i dati relativi allo sviluppo delle reti lanciate più recentemente, si osserva che gli affilianti del settore dei servizi hanno registrato un maggiore sviluppo. Ci sono tre reti con più alto tasso di espansione: tutte e tre provengono dal settore dei servizi e in due anni sono riuscite ad aprire più di 150 punti vendita ciascuna.
Il turnover - cioè il rapporto tra il numero degli affilianti usciti dal mercato ed il totale generale delle reti italiane sta diminuendo.
Lo scorso anno il turnover si è attestato intorno al 10-15% mentre quest’anno ha raggiunto quota 5%. L’Italia presenta un sistema distributivo molto polverizzato. Esistono quasi 10 mila negozi per un milione di abitanti: si tratta di un numero molto alto, in confronto con altri Paesi europei; in Germania esistono 5000 negozi per un milione di abitanti, in Francia 7800. Il tradizionale sistema di gestione di punti vendita, la bassa diffusione di sistemi di pagamento elettronico, gli altissimi costi per le operazioni di pagamento tramite carte di credito e bancomat, la mancanza di un’adeguata e moderna legislazione del commercio, sono tutti fattori che provocano un continuo calo del numero dei punti vendita al dettaglio in Italia.
Dal 1990 al 2001 il numero dei negozi è diminuito da 817 mila a 587 mila, e si prevede un ulteriore calo. Il franchising può certamente contribuire all’ammodernamento dell’apparato distributivo, promuovendo nuove tecniche di gestione dei punti vendita, l’impiego di forze lavorative giovani e con un forte spirito imprenditoriale, continui corsi di formazione e aggiornamento del personale e nuove tecniche di vendita.
Nel 2002 il numero totale delle insegne è aumentato del 2,5%. Nel confronto con gli anni precedenti, l’incremento è diminuito significativamente scendendo dal 19% nel 2000, al 3,2% nel 2001 e 2,5% nel 2002. Esaminando i dati relativi ai settori di attività, si può notare che, nel corso del 2002, quello di “servizi” (codice 600) continua a rappresentare il settore di gran lunga il più importante. Nel 2001 il numero degli affilianti del settore dei servizi contava 281 insegne, con una quota del 46,4% e un incremento dell’11,9%. Rispetto agli anni precedenti, è aumentato il numero degli affilianti nel settore “Abbigliamento/articoli per la persona” (cod. 300), grazie all’ottimo sviluppo del settore dell’intimo.
Sono diminuite invece, le reti nel settore del “Commercio alimentare specializzato” (cod.100) (-17,3%) e le reti del settore “Altro commercio specializzato” (cod. 500) (-9,0%). Tra i motivi di diminuzione delle reti nel settore di “Altro commercio specializzato” bisogna segnalare il forte rallentamento degli acquisti nel settore della telefonia, dei computers e dei prodotti informatici che ha provocato il ridimensionamento delle reti minori e la loro successiva uscita dal mercato. La diminuzione nel settore del “Commercio alimentare specializzato” è, soprattutto, una conseguenza dell’eliminazione dalla banca dati del Quadrante di alcuni marchi che, negli ultimi anni, o non hanno registrato alcun progresso oppure hanno cambiato strategia di sviluppo commerciale.
I posti di lavoro creati dal franchising nel 2002 sono stati 5739, passando da 99.018 nel 2001 a 104.757 nel 2002, con un incremento pari al 5,8%. Grazie all’ottimo sviluppo del settore abbigliamento, soprattutto intimo, quest’anno l’aumento più consistente si è verificato nel settore “Articoli per la persona” con +1993 unità occupate (16%), seguito dal settore “Commercio despecializzato” con 1548 nuovi occupati. Il settore dei “Servizi” con + 1520 unità (+3,3%) ha registrato un rallentamento della crescita. Relativamente importante il progresso del settore “Altro commercio specializzato” con un aumento del 4,2%.
Il giro d’affari italiano ha raggiunto 14.539 milioni di euro, registrando un incremento del 5% rispetto al 2001. Il “Commercio despecializzato” continua a essere il settore che contribuisce maggiormente al giro d’affari del franchising: con 4501 milioni di euro rappresenta il 31% del totale.
Il maggiore incremento in termini percentuali, tra il 2001 e il 2002, è stato registrato nel settore “Articoli per la persona”, con +11%.
Il giro d’affari dei “servizi” si avvicina ulteriormente a quello del commercio specializzato.
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