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   Anno 2 - Numero 5 - Giugno 2003  Regionale SICILIA

 

Dieci aziende invitate alle fiere di Melbourne e Sidney 

Il presidente Giuseppe Buzzanca ha introdotto i lavori della conferenza stampa, svoltasi nei giorni scorsi, in merito alla partecipazione di una significativa rappresentanza di piccole e medio imprese della provincia di Messina (dieci aziende circa) alle Fiere del “Good Food and Wine Show” del 7 e 9 giugno a Melbourne e 13 e 15 giugno a Sidney. L’importante iniziativa, organizzata dalla Camera di Commercio, Italia-Australia, fondata nel 1985, unica riconosciuta dal Ministero delle Attività Produttive ed iscritta, sin dal 1999, alla Unioncamere, nasce con l’obiettivo di contribuire fattivamente allo sviluppo delle relazioni economiche, commerciali, industriali e finanziarie tra l’Italia e l’Australia, due realtà economiche, politiche e culturali di primaria importanza nel panorama mondiale. 
“La collaborazione con la Camera di Commercio Italia-Australia – ha affermato Buzzanca vede la Provincia regionale di Messina , da sempre, attenta alla promozione di iniziative a sostegno di immigrati, anche, attraverso scambi commerciali, quali: il Giappone, la Cina e il Canada, già intrapresi. “Mi auguro che tale politica – ha concluso – possa essere condivisa e continuata da chi mi succederà e che la sinergia creata con la Camera di Commercio contribuisca al rilancio dell’economia messinese”.

 

Nuove frontiere per l’economia

Il 2010 è un riferimento temporale determinante per la Sicilia: l’apertura dell’area di libero scambio rappresenta un’opportunità per la crescita sociale ed economica della comunità isolana irripetibile. 
E’ un evento, però, che potrebbe anche relegare a un ruolo periferico la regione Sicilia se essa non, dovesse presentarsi adeguatamente preparata. 
Il convegno sul tema “Una struttura di sistema per lo sviluppo della Sicilia”, organizzato grazie a una inedita sinergia tra tutti i Comitati distrettuali, coordinati da Bruno Di Stefano, è servito proprio a analizzare le grandi direttrici sulle quali si muovono le possibilità di sviluppo: dalle infrastrutture alle produzioni agroalimentari, dal turismo ai prodotti tipici, dal Ponte sullo Stretto al turismo. In un originale talk show, condotto dal giornalista del Sole 24ore, Giambattista Pepi, si sono alternati alcuni tra i massimi rappresentati dei vari settori trattati: imprenditori, manager pubblici, i vertici delle associazioni di categorie, docenti universitari. 
Pietro Busetta, l’economista che presiede la Fondazione Curella, ha avvertito come la mancanza proprio di una cultura di sistema e la voglia di inseguire i progetti di moda nei vari periodi siano stati i freni a un razionale e omogeneo sviluppo economico della Sicilia.
“Si è inseguito il mito della industrializzazione con le cattedrali nel deserto, si è combattuta la mafia con l’operazione Vespri siciliani, si insegue il turismo solo costruendo nuovi alberghi. Servono soluzioni complesse e interdisciplinari – ha sottolinea Busetta – per recuperare lo storico handicap che penalizza la Sicilia. Ma le grandi infrastrutture, la rete dei servizi e di collegamento devono essere collegate: sì al Ponte sullo Stretto, ma devono di pari passo migliorarsi la rete ferroviaria, le grandi vie di collegamento, l’accessibilità complessiva dell’isola”. 
Busetta ha anche evidenziato come criminalità, politica del credito, burocrazia e fiscalità rappresentino fenomeni che scoraggiano gli investimenti in Sicilia. Per Pietro Ciucci, amministratore delegato della società “Stretto di Messina” il progetto per il grande collegamento stabile tra Sicilia e Calabria procede e le date previste (inizio lavori nel 2005 e completamento nel 2011) dovrebbero essere rispettate. 
“Finalmente ci si è resi conto che la politica delle piccole opere, slegate tra loro, non produce benefici reali e significativi. Il Ponte non è la soluzione di tutto sia ben chiaro – ha detto Ciucci - ma da solo costituisce un importantissimo volano per l’economia meridionale, ma soprattutto può stimolare tanti altri interventi per la razionalizzazione del sistema dei trasporti”. 
E il direttore regionale dell’Anas, in questo contesto, ha assicurato che nei progetti a medio termine vi è la realizzazione della “dorsale” S. Stefano di Calastra-Gela, il completamente della autostrada Catania-Siracusa, 25 chilometri già appaltati, e il successivo completamento fino a Gela. 

 

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