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Anno 2 - Numero 4 - Maggio 2003
Diminuiti del 4,7% gli infortuni
“Attiveremo un tavolo con le parti sociali per la riforma delle norme sulla sicurezza”
Confartigianato presenta proposte di modifica al decreto 626/94: “Sicurezza del lavoro: meno forma e più sostanza per prevenire gli infortuni”. D’accordo il Sottosegretario Sacconi: “Attiveremo un tavolo con le parti sociali per la riforma delle norme sulla sicurezza”. Le imprese investono nella sicurezza del lavoro. Tanto che, nel 2002, gli infortuni sono diminuiti del 4,7% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, per rendere più efficace la protezione dei lavoratori, va semplificato il decreto legislativo 626/94, una normativa che gli imprenditori considerano necessaria, per se stessi e per i propri dipendenti, ma che impone alle piccole imprese un’enorme mole di inutili e onerose complessità burocratiche. In un Convegno organizzato a Sirmione, il Presidente di Confartigianato Luciano Petracchi, sulla base delle indicazioni dei piccoli imprenditori, ha presentato una proposta di modifica del decreto 626/94 con l’obiettivo di dare più sostanza e meno forma alla sicurezza del lavoro.
“Con questa iniziativa - ha spiegato Petracchi - intendiamo fornire un contributo al riassetto normativo della sicurezza del lavoro previsto dalla legge delega del Parlamento al Governo. In questi otto anni di applicazione, è emerso chiaramente che gli eccessi burocratici del decreto 626 non servono a proteggere i lavoratori. Per garantire migliori condizioni di sicurezza, bisogna invece puntare sulla semplicità degli adempimenti cartacei e sulla razionalizzazione del sistema dei controlli e delle sanzioni, sviluppando la prevenzione e incentivando la formazione di imprenditori e dipendenti”. Sulla proposta di revisione delle norme sulla sicurezza del lavoro, Confartigianato si è confrontata al Convegno con Maurizio Sacconi, Sottosegretario al Ministero del Welfare, Nicola Tognana, Vicepresidente di Confindustria, Mauro Fanti, Direttore Centrale Prevenzione dell’Inail, Renzo Bellini, Segretario Confederale della Cisl, Enrico Rossi, Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana. “Le piccole imprese - ha precisato Petracchi - non chiedono ‘sconti’. Vogliamo, invece, investire in prevenzione, in formazione, in sicurezza. Non in burocrazia e in moduli che servono per produrre altre ‘carte’. La battaglia contro gli infortuni deve essere vinta, ma valorizzando le esperienze maturate dalle PMI in questi anni di applicazione del decreto. Per questo vogliamo chiarezza e coordinamento nel sistema dei controlli oggi frazionato in innumerevoli disposizioni. Chiediamo una legge sulla sicurezza che punti all’educazione e alla prevenzione attraverso regole trasparenti, certezza normativa, maggiori informazioni, sostegno mirato per gli investimenti delle piccole imprese”. Tra le principali modifiche sollecitate da Confartigianato: abolizione degli attuali 12 adempimenti burocratici a carico degli imprenditori e loro unificazione in un Documento di valutazione dei rischi in azienda; incentivi fiscali per le spese destinate dall’imprenditore alla sicurezza del lavoro; istituzione del libretto formativo che registra la ‘storia’ della formazione alla sicurezza effettuata dal lavoratore; istituzione dell’Ente Unico di controllo (oggi esistono ben 15 enti di vigilanza che controllano l’applicazione della sicurezza sul lavoro, a fronte dell’unico organo di controllo che invece è previsto in tutti gli altri Paesi europei); agevolazioni fiscali per gli imprenditori e i lavoratori autonomi che partecipano volontariamente a corsi di formazione alla sicurezza; facilitazioni per il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione.
“Attiveremo un tavolo con le parti sociali per attuare la delega conferita dal Parlamento al Governo sulla riforma della legislazione sulla sicurezza del lavoro e redigere un testo unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori”.
Lo ha annunciato il Sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi, il quale ha condiviso le proposte presentate da Confartigianato e ha sottolineato che nella revisione del decreto 626 “Occorre agire per obiettivi sostanziali. Finora, invece, c’è stata una esasperata attenzione agli adempimenti di carattere formale. La linea guida della riforma - ha concluso Sacconi - dovrà essere la bilateralità e la sussidarietà”.
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