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Anno 2 - Numero 3 - Aprile 2003 Regionale UMBRIA
“Riciclare il legno riduce l’effetto serra” L’ambiente del benessere? E’ quella in cui il legno gioca un ruolo fondamentale. Pavimenti, rivestimenti delle pareti, soffitti: più legno c’è più l’ambiente è sano. E’ quanto rivela un recente studio sulla qualità dell’aria interna ai locali. Secondo lo studio il legno ha una qualità in particolare, riduce l’umidità dell’ambiente, un fattore apparentemente marginale, ma da cui in realtà dipendono una miriade di fattori. Senza addentrarci nei dettagli tecnici degli esperimenti effettuati dai ricercatori, basterà dire che dal grado di umidità dipende il proliferare di batteri, funghi e addirittura la formazione di sostanze chimiche che favoriscono l’accrescimento dell’ozono. Non solo. I ricercatori hanno messo a confronto locali privi di legno e locali con legno e il risultato non lascia spazio a dubbi: nei locali dove non c’è legno ci si ammala di più. E le previsioni parlano chiaro: entro il 2010 il legno diventerà il materiale edizioni maggiormente diffuso in Europa. Riciclare il legno, una ricetta, efficace contro l’effetto serra. Sull’impatto ambientale dei rifiuti legnosi. Riciclare il legno, dice uno studio, contribuisce indirettamente a ridurre l’effetto serra, l’accumulo dei rifiuti solidi, l’eutrofizzazione delle acque e l’acidificazione dell’aria: fenomeni cioè considerati fra i principali indicatori di impatto ambientale presenti sulla Terra. Per comprendere l’importanza del legno bisogna comunque fare una breve storia di questo materiale. Il legno è duro e resistente di origine vegetale, utilizzato come combustibile e materiale da costruzione. In botanica, il termine legno indica l’insieme dei tessuti vegetali che svolgono funzioni di sostegno per la pianta e sono responsabili del trasporto della linfa dalle radici alle foglie; esso comprende pertanto parti della pianta come le venature delle foglie. I segni tipici del legno, detti venature, sono dovuti alla particolare struttura di questo materiale. Esso, infatti, consiste essenzialmente di piccoli vasi conduttori, nei quali affluiscono, verticalmente dal fusto verso le foglie, acqua e sali minerali. Quando il legno viene tagliato parallelamente all’asse del tronco, si ottiene un legname con venature diritte. In alcuni tipi di alberi, tuttavia, i condotti sono a spirale e di conseguenza le venature sono incrociate; un effetto del tutto simile si ottiene anche eseguendo un taglio non parallelo sulle piante comuni. In alcune varietà di legno sono molto visibili i caratteristici anelli stagionali. Un albero, dopo aver raggiunto una certa altezza, si ingrossa soprattutto nel tronco. La parte che cresce si chiama cambio e si forma annualmente tra il legno e il libro, la membrana vicino alla corteccia. Negli alberi delle zone temperate, il cambio nuovo cresce durante la primavera e l’estate, e solitamente il primo legno è più poroso e quindi più chiaro di quello prodotto nel periodo successivo. A seconda dell’albero da cui vengono ottenuti, si distinguono legni forti e duri, e dolci e fini: legni forti e duri sono ad esempio quelli della quercia, dell’abete, del platano; legni dolci e fini sono invece quelli del pioppo, del castagno, della betulla. I tessuti duri presentano condotti lunghi e continui lungo il tronco; al contrario in quelli dolci i fluidi vengono trasportati da cellula a cellula. Molti legni morbidi hanno i vasi conduttori della resina che corrono paralleli alla venatura. Il grado di durezza considerato nella classificazione commerciale prescinde da quella botanica, tanto che molti legni morbidi sono in realtà più duri di quelli cosiddetti duri. I nodi sono zone del tronco in cui si è sviluppato l’inizio di un ramo. Quando il legname viene segato, il nodo diviene evidente e si presenta come un’irregolarità circolare nella struttura della venatura. Se una tavola proviene da un taglio centrale, dove inizia il ramo, i cerchi sono continui con la venatura del legno e formano un cosiddetto nodo di crescita; verso la superficie esterna, dove la struttura dei condotti del tronco è cresciuta attorno al ramo, si produce invece un nodo racchiuso. Durante la stagionatura di una tavola, i nodi si restringono più velocemente del resto del legno. Un nodo racchiuso può così fuoriuscire completamente dalla tavola stessa, formando un buco. Un nodo di crescita non può fuoriuscire, ma il legno attorno a esso viene deformato dal restringimento diseguale e l’asse può comunque risultare difettosa. Le irregolarità circolari sono elementi di solito non desiderabili dal punto di vista estetico, a prescindere dal loro effetto sulla resistenza del legno. Tuttavia, in alcuni casi, ad esempio nel rivestimento di interni, il pino nodoso e altri legnami simili sono apprezzati per il particolare disegno formato dai nodi sulla venatura. L’aspetto del legno costituisce una delle proprietà più importanti quando esso viene utilizzato per fabbricare mobili o rivestimenti. Alcuni legnami, come il noce, hanno lunghe venature parallele che, combinate con il bel colore e l’elevata durezza, li rendono ideali per l’impiallacciatura. Le irregolarità della venatura possono formare disegni piacevoli e il legno può essere tagliato in modo tale da ottenere effetti particolari. Le principali proprietà fisiche del legno sono la resistenza, la durezza, la rigidezza e la densità (che fornisce generalmente un’indicazione delle proprietà meccaniche). Il legno è certamente un materiale molto durevole: se non viene attaccato da organismi viventi, può resistere centinaia o anche migliaia di anni. Oggetti in legno usati dai romani sono stati ritrovati praticamente nella loro condizione originaria grazie a una serie di circostanze che li hanno protetti dall’azione degli agenti esterni. I più importanti organismi che attaccano questo materiale sono particolari funghi che provocano la cosiddetta carie del legno. Tra i legni più durevoli si annoverano il noce, l’abete rosso, il cedro e il mogano. Alcune varietà particolarmente resistenti ai tarli di mare vengono utilizzate nelle costruzioni delle parti sommerse e dei pontili delle imbarcazioni. Vi sono poi legnami relativamente resistenti alle termiti, come l’abete rosso, il noce nero, il mogano e vari tipi di cedro; in molti di questi casi, probabilmente, la resistenza è dovuta alle resine o ad altre sostanze aromatiche. Il legno può essere conservato proteggendolo chimicamente contro il deterioramento. Il trattamento più importante consiste nell’impregnazione con creosoto o con cloruro di zinco, ma esistono recenti prodotti chimici, specialmente a base di composti di rame, che possono essere usati a questo scopo. Apposite superfici di rivestimento, applicate con vari procedimenti, possono proteggere dall’azione degli agenti atmosferici, ma non assicurano una buona difesa contro insetti, funghi o tarli. |
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