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   Anno 2 - Numero 2 - Marzo 2003   Regionale SARDEGNA

 

 

 Modifiche alla legge 488/92 

“Non capiterà più di vedere imprese che, pur collocate nelle primissime posizioni, non si vedano assegnato il contributo perché è già stato raggiunto il plafond del 5%”

Con il decreto 7 ottobre 2002 del Ministero delle Attività Produttive, pubblicato l’11 dicembre, vengono apportate significative variazioni al regolamento della legge 488/92 sui contributi alle imprese. In primo luogo vengono profondamente modificati i criteri finora utilizzati per la formazione delle graduatorie. Sparisce infatti l’indicatore rappresentato dal valore dell’agevolazione massima ammissibile rispetto a quella richiesta, uno degli indicatori finora più utilizzati per cercare di aumentare la probabilità di ottenere il contributo previsto dalla normativa. Si interrompe così la spirale al ribasso che di bando in bando portava molte imprese a chiedere sempre meno fondi, rischiando così di compromettere successivamente la realizzabilità del progetto stesso. Percentuale fissa. Il nuovo decreto stabilisce, a partire dai bandi di prossima apertura, che la percentuale spettante sia fissa e non più determinata dall’azienda. Si partirà da una base dell’80% dell’agevolazione massima prevista dalla normativa comunitaria, incrementata al 90% nel caso di ampliamento dell’attività produttiva, e al 100% nel caso di realizzazione di un nuovo impianto. Con il vecchio regolamento sarebbe stato praticamente impossibile ottenere simili intensità d’aiuto, in quanto il valore dell’indicatore della percentuale richiesta avrebbe fortemente penalizzato la posizione in graduatoria. Il rovescio della medaglia sarà però rappresentato dal minor numero di domande accolte. Raddoppiando praticamente il contributo che singolarmente verrà concesso alle imprese, a parità di disponibilità finanziaria, si potranno agevolare, rispetto a prima, la metà delle imprese.
Gli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie saranno quindi 4 (capitale apportato, occupati attivati, priorità regionale, parametro ambientale) nel caso della 488 “industria” e solo 3 (capitale apportato, occupati attivati, priorità regionale) nel caso della 488 “commercio” e della 488 “turismo”. Regioni favorite. Questa modifica favorirà molto le Regioni. Queste ultime, infatti, potranno più facilmente influenzare le graduatorie finali. L’indicatore regionale, in assenza dell’indicatore della percentuale richiesta, sarà determinante per la posizione in graduatoria, dando così la possibilità di vedere assegnati i contributi ai progetti con i requisiti più vicini alle priorità regionali. Questa modifica non viene applicata alle graduatorie dei grandi progetti, ma esclusivamente alle graduatorie regionali. Avvantaggiate le imprese di servizi. Un’ulteriore novità che introduce il nuovo decreto è l’abolizione del limite del 5% delle risorse disponibili da poter essere destinato alle imprese di servizi. D’ora in avanti le imprese operanti nel campo dell’informatica, della ricerca e sviluppo o della consulenza societaria, per fare alcuni esempi, saranno quindi paragonate e trattate come tutte le altre imprese, senza più alcuna limitazione. Non capiterà più di vedere imprese che, pur collocate nelle primissime posizioni, non si vedano assegnato il contributo perché è già stato raggiunto il plafond del 5%.
Piero Espis 
Consulente Finanziario 

 

Convenzione in “rosa”

Nell’ambito delle numerose iniziative attivate dalla Camera di Commercio di Sassari per promuovere lo sviluppo dell’imprenditorialità, si inserisce il “Progetto per l’accesso delle imprenditrici alle fonti di finanziamento”, promosso dal Ministero dell’Industria insieme con Unioncamere, Mediocredito Centrale, Artigiancassa, ABI, il coordinamento nazionale dei Confidi e le Associazioni Imprenditoriali più rappresentative. Il progetto delinea un sistema integrato di servizi che tendono a migliorare la capacità di accesso al credito da parte delle donne e a favorire un loro corretto approccio con il sistema creditizio. La Camera di Commercio di Sassari, convinta della validità del progetto, si è attivata per promuovere l’iniziativa anche attraverso un’intensa opera di sensibilizzazione e un lavoro di approfondimento svolto dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile, recentemente istituito presso la Camera. Il Comitato, infatti, attraverso seminari, incontri, convegni e dibattiti, si è impegnato per individuare limiti e potenzialità delle imprese femminili al fine di determinare le principali forme di intervento per favorirne la nascita, il consolidamento e lo sviluppo. Grazie all’impegno così profuso è stata elaborata una convenzione per favorire l’accesso al credito da parte delle donne, in seguito siglata da numerosi esponenti del mondo creditizio e imprenditoriale. La convenzione mira, infatti, a sostenere le imprese femminili creando servizi di assistenza e disponibilità di risorse finanziarie a condizioni molto vantaggiose. Ciò da un lato utilizzando gli ulteriori strumenti resi disponibili dalla politica pubblica delle garanzie, e dall’altro operando attraverso una stretta collaborazione e interazione tra i soggetti pubblici e privati responsabili dello sviluppo del territorio.

 

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