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   Anno 2 - Numero 1 - Gennaio/Febbraio 2003

 

 Le origini del laminato plastico 

Il laminato Plastico ha inizio nel 1896, quando il chimico belga Bakelandt scoprì che il prodotto, simile a sciroppo da egli stesso ottenuto dalla reazione di fenolo e formaldeide, poteva essere trasformato in polimero non solubile. Così, nel 1907 gli fu assegnato il primo brevetto per questo tipo di prodotto sotto il nome commerciale di “bakelite”. La miscela di polvere di legno e/o di fibre poteva essere pressata in forme metalliche e simultaneamente vulcanizzata mediante calore. Per questo motivo i primi laminati a base di resina fenolica furono disponibili in nero e marrone. Essi erano utilizzati per tavoli tecnici nei laboratori e nelle officine, incollati su substrati di legno. Attualmente questo prodotto trova ancora applicazione nella produzione dei manici resistenti al calore per pentolame. Tra le applicazioni importanti del primo composto plastico ormai scomparse dal mercato, troviamo i vecchi dischi a 78 giri. Lo sviluppo di carte decorative a elevato assorbimento di resine melaminiche-formaldeidiche è stato il passo iniziale verso il laminato decorativo negli anni ’40. La combinazione di carte impregnate in resina fenolica con carta decorativa impregnata in resina melaminica colorata e resistente alla luce, pressate assieme e vulcanizzate mediante calore, ha riscontrato uno sviluppo esplosivo negli anni ’50. Questo materiale superficiale sostituì vernici/lacche e impiallacciature di legno con un grado di resistenza al graffio e alla luce molto elevato. L’utilizzo principale era rappresentato da mobili per cucine e tavoli/banconi nei ristoranti. I prodotti in laminato furono accettati per la loro igienicità e perché non richiedevano particolare manutenzione. Lo sviluppo di speciali tipi di laminati aprì parecchi nuovi segmenti di mercato. Oggi possiamo dire sicuramente che è tra i materiali più diffusi nell’arredo d’interni nelle sue molteplici utilizzazioni, lo ritroviamo dal rivestimento pareti, alle pavimentazioni, soffitti, oggettistica, complementi e così via, fino a arrivare alla composizione di buona parte delle linee componibili dei mobili d’arredo di moltissime aziende del settore. I laminati decorativi sono costituiti da strati di fibra di cellulosa (normalmente carta) impregnata in resine termoindurenti, uniti mediante un processo che consiste nell’azione combinata di calore e alta pressione, che comporta la policondensazione delle resine termoindurenti, al fine di ottenere un materiale omogeneo non poroso con la finitura superficiale richiesta. In generale più del 60% del laminato è costituito da carta e il restante 30-40% è rappresentato da resine sintetiche termoindurenti polimerizzate: resine fenoplaste per il cuore del pannello e resine aminoplaste per la superficie decorativa. Queste appartengono al gruppo delle resine termoindurenti, interagenti in modo irreversibile mediante legami chimici formatisi durante il processo di polimerizzazione grazie all’alta pressione, dando vita a un materiale stabile e non reattivo, le cui caratteristiche sono totalmente diverse da quelle dei componenti iniziali. Il laminato viene fornito sotto forma di pannelli di varia grandezza, spessore e finitura superficiale. Ove si richieda una resistenza al fuoco particolare, il cuore del laminato potrà essere trattato con un additivo privo d’alogeni. I laminati decorativi sono polimerizzati e perciò chimicamente inerti. Le emissioni di gas generate dalla superficie e dai bordi sono così ridotte da risultare impercettibili dagli strumenti di controllo. Grazie alla loro bassissima permeabilità, i laminati agiscono da barriera contro le possibili emissioni di formaldeide derivante dai supporti a base di legno. Il livello d’emissione di formaldeide è di gran lunga inferiore al limite tollerato per i materiali a base di legno. Non ci sono esalazioni e per questo motivo il laminato è approvato per il contatto con i generi alimentari. Le superfici decorative sono resistenti a tutti i comuni solventi domestici e ai prodotti chimici; ragione per cui queste sono utilizzate ormai da parecchi anni per applicazioni, dove la pulizia e l’igiene sono importanti. La superficie non porosa dei laminati e i relativi bordi sono facilmente disinfettabili con acqua calda, vapore e con tutti i tipi di disinfettanti utilizzati negli ospedali e in altre applicazioni di tipo commerciale. I laminati s’incendiano difficilmente e hanno proprietà che ritardano la propagazione delle fiamme, prolungando in tal modo il tempo d’evacuazione. In caso di combustione incompleta, come per un qualsiasi materiale organico, si potranno individuare sostanze nocive nei fumi. Tuttavia il laminato è in grado di fornire le migliori prestazioni tra i materiali da rivestimento organici. 
Le materie prime che compongono i laminati:
Melamina 
La base data da componenti che si trovano nell’aria raffreddata (N2, CO2), sintetizzati chimicamente con uno specifico processo, in una polvere bianca, cristallina e facilmente solubile in acqua calda. Questo processo industriale non interagisce sull’ambiente, né esaurisce le risorse naturali.
Formalina 
Soluzione acquosa al 35-40% di formaldeide CH2O (ottenuta mediante ossidazione catalitica del metanolo).
Fenolo 
Componente aromatico solido, prodotto mediante distillazione d’olio minerale, legname, catrame; fornito in cisterne termostatate.
Carta kraft (80-250 gr/m2) 
Carta di colore marrone di solfato di cellulosa, con buona resistenza alla trazione ad umido ed un’ottima capacità d’assorbimento per capillarità della resina fenolica. Non viene utilizzato il legname proveniente da foreste tropicali o da essenze nobili.
Carte decorative (70-150 gr/m2) 
Carta d’alfacellulosa pigmentata o bianca, non contenente cloro. Può essere di colore unito o stampato con disegni fantasia, d’imitazione dei legni, delle pietre, dei metalli. 
Overlay (15-45 gr/m2) 
Carta d’alfacellulosa sbianchita, con alta trasparenza, buona resistenza alla trazione e con capacità d’assorbimento molto elevata. Conferisce alla superficie del laminato le sue caratteristiche d’alta resistenza all’abrasione, graffio. 
Resina melaminica
Resina trasparente, impiegata per l’impregnazione dei decorativi, conferisce al laminato le peculiarità fondamentali: resistenza alla luce, all’abrasione, al graffio, all’alta temperatura, all’asetticità superficiale.
Resine fenoliche
Di colore marroncino, relativamente elastiche, utilizzate per l’impregnazione della carta kraft, conferiscono alla struttura del cuore un’alta resistenza alla flessione, alla trazione, all’urto e alla compressione.

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Gruppo Forme Nuove

 

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