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   Anno 2 - Numero 9 - Novembre 2003  Regionale SICILIA

 

Etnie, arti e terapie a confronto

L’incontro, curato dalla Fenascop, ha toccato anche gli aspetti psichiatrici

Gli immigrati in Italia sono oltre 2,5 milioni, pari al 5 per cento della popolazione che ha registrato un incremento grazie alla loro presenza. Gli immigrati devono essere considerati una risorsa per l’apporto positivo che danno alla società, alla cultura, al nostro tessuto produttivo – lo ha dichiarato il presidente della Provincia di Catania, Raffaele Lombardo, europarlamentare, nel suo intervento con il quale ha dato l’avvio ai lavori del convegno nazionale organizzato dalla Fenascop su “Etnie, arti e terapie” . I punti di attrito una volta erano sull’asse Est-ovest, adesso sono sulla direttrice Nord-sud e non possono essere risolti con le guerre preventive, ma con la collaborazione, con la solidarietà, con l’integrazione. La Sicilia, da questo punto di vista è un esempio, da secoli”, ha concluso Lombardo.
Fino al 31 ottobre si è svolto alle Ciminiere della Provincia regionale di Catania il convegno organizzato dalla Fenascop l’associazione rappresenta le strutture che operano nel campo della psichiatria extra ospedaliera, un convegno che ha rivolto le sue attenzioni, oltre agli aspetti relativi al disagio dei migranti, modalità, tecniche espressive ed artistiche capaci di mediare una efficace comunicazione interculturale.
Il fenomeno immigratorio, infatti, che investe l’Europa e l’Italia, con le sue caratteristiche contiene elementi importanti di riflessione per le dimensioni del fenomeno stesso e per i cambiamenti sociali che sollecita.
L’importante e non semplice dibattito attualmente in corso nelle aule parlamentari sulla concessione del voto amministrativo agli immigrati ne è un significativo esempio.
A questo riguardo il convegno di Catania, realizzato d’intesa anche con il Dipartimento di Salute mentale della Ausl 3, avvalendosi dell’apporto di importanti studiosi ed organizzazioni ed organizzazioni di livello nazionale e internazionale, ha voluto essere uno stimolo ad una ampia riflessione per una migliore comprensione non solo degli operatori ma anche da parte di amministratori dei cittadini, a partire da questa terra d’approdo e di prima accoglienza.
Il convegno si è aperto con l’accoglienza affidata al gruppo etnico del Magreb, cui hanno seguito relazioni, fra le altre, su “Le politiche dell’integrazione: scelte possibili e probabili prospettive” e “sui dispositivi di cura etno psichiatrica”, “I diversi aspetti dell’accoglienza in un territorio di frontiera”. Nel pomeriggio, c’è stato spazio anche per i laboratori teatrali, immagini e relazioni, musicale, arti figurative.
Un appuntamento importante per conoscere meglio un fenomeno importante come quello dell’immigrazione in relazione al mondo della psichiatria. 

 

 

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