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   Anno 2 - Numero 9 - Novembre 2003  Regionale EMILIA ROMAGNA

 

Battaglia europea contro il parmigiano “taroccato”

“Avviata una procedura contro la pirateria in Germania. Troppe imitazioni non conformi al disciplinare Dop”

Diffidate delle imitazioni. L'Unione Europea ha cominciato la battaglia in difesa di un tipico prodotto italiano, anzi tipicamente 'made in Emilia', quale il Parmigiano Reggiano. Contestualmente a questo impegno, sancito nei mesi scorsi dall'Ue nel corso del recente vertice del WTO svoltosi a Cancun, in India, è stata avviata anche la procedura contro la pirateria agroalimentare in Germania, dove ancora, nonostante l'ultima sentenza della Corte di Giustizia Europea del 25 giugno del 2002, si continuava ancora ad usare il termine 'Parmesan' per commercializzare un formaggio che del Reggiano aveva solo alcune caratteristiche.
La sentenza della corte era nata a seguito di un contenzioso sviluppatosi in Italia nel novembre 2002 tra la ditta Nuova Castelli di Reggio Emilia ed il Consorzio del Parmigiano Reggiano dopo la commercializzazione in Francia di un prodotto, appunto il Parmesan, che non rispettava il disciplinare del Reggiano. 
Non c'è genericità nella denominazione Parmesan: questo aveva detto la sentenza rispondendo ad un'obiezione tedesca ed inoltre la richiesta, fatta dall'Italia, del marchio Dop per il prodotto vietava la commercializzazione legale dei prodotti non conformi alla disciplinare relativa a tale denominazione, né in Italia, né nel resto dell'Unione, poiché questo significherebbe 'concorrenza sleale', oltrechè una vera e propria truffa nei confronti del consumatore.
Del resto il Parmigiano Reggiano, che l'Unione Europea ha indicato come specialità alimentare 'Made in Italy', è fra i prodotti che vantano il maggior numero di imitazioni, alcune anche veramente pacchiane come il Parmesan con crosta nera, rigorosamente 'Made in Wisconsin', acquistabile addirittura in rete su alcuni siti americani. 
Proprio gli States sono uno dei paesi che fanno maggior concorrenza all'Italia in questo settore, con un fatturato delle vendite dei falsi 'parmigiani' di circa 2 miliardi di dollari. La piena operatività della sentenza della Corte di Giustizia potrebbe far crescere a dismisura le esportazioni di formaggio italiano verso gli Usa, liberando così una fetta di mercato che attualmente è ostruita dalle imitazioni e salendo così fino alla quota di 2,2 miliardi di dollari. Un risultato che premierebbe ancora di più la bontà di questa produzione tutta emiliana.

 

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